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07-03-2010 - Palascherma di Ancona, quale futuro?

Si è svolta in mattinata nella sede di via Montepelago una conferenza stampa convocata dal Coni Marche e dal Club Scherma Ancona per discutere della situazione del Palascherma, di cui è stata ventilata nei giorni scorsi l’ipotesi di vendita per far spazio ad edilizia privata. L’argomento è stato affrontato dal presidente del Coni Marche Fabio Sturani, da Maurizio Pennazzi, presidente del Club scherma Ancona e Lorenzo Lucesoli, capo sez. scherma della Sef Stamura. «Questo impianto è un fiore all’occhiello per la scherma italiana e non a caso mentre parliamo si sta svolgendo con il nostro maestro Danilo Montanari uno stage di giovani emergenti da cui il C.T. Cuomo selezionerà i migliori talenti per la Nazionale – ha spiegato Maurizio Pennazzi -. Abbiamo fortemente voluto 25 anni fa questa struttura, nata con l’appoggio della Federazione e nel tempo gestita dalla nostra società facendo un lavoro che si valuta non solo nei brillanti risultati sportivi conseguiti (è notizia di oggi la vittoria a Foligno dell’Under 14 Laura Lucchetti), ma che ha anche coinvolto centinaia di famiglie rendendola un punto di riferimento per tanti giovani. Un impegno simile non può andare perso o barattato in denari – ha continuato Pennazzi annunciando per il giorno 23 un’assemblea straordinaria dei soci e altre manifestazioni -; la nostra società non può accettare che l’Amministrazione faccia dichiarazioni del genere senza essere neanche interpellata e senza conoscere la situazione. E non è affatto vero che stiamo spostando i nostri interessi verso Jesi. Anzi, ci stiamo battendo affinchè sia realizzata una foresteria che potrebbe far diventare questo impianto uno dei principali in Italia. Perciò, ribadiamo che il Palascherma non si tocca e che alla scadenza naturale della convenzione in giugno, vogliamo non una proroga ma un rinnovo onde poter programmare la nostra attività». Sulla falsariga l’intervento di Lorenzo Lucesoli, che si è detto «sorpreso della notizia uscita a seguito di una interpellanza in Consiglio Comunale e non smentita. Sorpreso che una struttura così “giovane” e di pregio, seppur non completata rispetto alle ambiziose previsioni iniziali e mancante di un progetto finale, possa essere messa in discussione quando la Fis ha tutto l’interesse a mantenerla per sfruttarla ai più alti livelli». Fabio Sturani ha ripercorso la storia del Palascherma, dichiarandosi “incredulo” rispetto a questa vicenda, ribadendo la disponibilità del Coni a fare da collante con le esigenze del mondo dello sport proponendo anche una sorta di piano regolatore dello sport e ponendo alcune questioni. «Occorre guardare al di là dei numeri, che pure non sono poca cosa, recuperare la prospettiva e comprendere quale sia la situazione – ha detto -; il Palascherma di Ancona non è un’alternativa a Jesi ma entrambe offrono un riferimento importante allo sport italiano più medagliato alle Olimpiadi. Quando è stato concepito, è stata fatta una scelta forte, dedicandolo esclusivamente ad una disciplina e/o a sport compatibili. Credo non abbia senso parlare oggi di riconversione per una struttura che ha appena 10 anni, su cui c’è un mutuo di ulteriori 300.000 € (dati dell’Istituto di Credito Sportivo: 10 rate da 30.000 fino al 2014) e che può ancora recuperare il progetto che nel 2002 fu inserito nel piano delle opere pubbliche per la costruzione di un complesso ricettivo che sia al servizio dell’intera città. Ragionando in termini di politica sportiva, credo sia mancata la comunicazione fra Amministrazione e mondo dello sport, che anzi dovrebbero compiere una sintesi unitaria. Credo non sia corretto parlare di impianti solo in termini di cassa, ma vanno piuttosto concertati gli sforzi perché l’impiantistica sportiva di Ancona è di buon livello e sicuramente migliore di 20 anni fa, ma a fronte – e questo è un bene – dell’aumento di tesserati e di società va mantenuta con cura e migliorata costantemente».





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